Il rapporto tra sanità e informazione è stato al centro della seconda edizione dell’Health Journalism Forum, ospitata il 29 ottobre all’Azienda ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli. Nel corso dell’incontro, il direttore generale Antonio d’Amore ha affrontato il tema della rappresentazione del sistema sanitario e della necessità di dare spazio anche alle esperienze positive maturate negli ospedali.
Il rapporto con i cittadini
D’Amore ha osservato che le strutture sanitarie vengono spesso associate soprattutto alle criticità. A suo giudizio, il confronto pubblico dovrebbe consentire anche alla parte chiamata in causa di esporre il proprio punto di vista. Il direttore generale ha collegato questa esigenza alla presenza di strutture interne dedicate alla comunicazione e a un rapporto più diretto con i cittadini.
«Il racconto della sanità nasce nella sanità, e forse già questo è un cambio di paradigma che prima non c’era».
Nel suo intervento, il direttore generale ha spiegato che il Cardarelli utilizza anche i social per intercettare le segnalazioni e mantenere un contatto con la popolazione. Tra le iniziative citate c’è una pagina nella quale sono gli stessi cittadini a raccontare il loro rapporto con l’ospedale. L’obiettivo indicato è favorire una comunicazione più aperta sull’attività della struttura e sui servizi offerti.
Un ospedale aperto alla città
Tra gli aspetti evidenziati da d’Amore c’è anche la possibilità di vivere alcuni spazi esterni del Cardarelli oltre il solo accesso per motivi di cura. Il direttore generale ha riferito che nei viali dell’ospedale si può camminare e che alcune persone li frequentano anche per correre o passeggiare nel tardo pomeriggio. Questa apertura è stata presentata come parte di un cambiamento nella relazione tra la struttura e la città.
- Comunicazione: il Cardarelli monitora i social e mantiene un canale diretto con i cittadini;
- Informazione sanitaria: il direttore generale ha chiesto spazio anche per il punto di vista degli operatori;
- Rapporto con il territorio: alcuni spazi dell’ospedale sono accessibili alla cittadinanza per camminare e passeggiare.
Un altro tema affrontato riguarda la tutela dei professionisti della sanità. D’Amore ha sostenuto che il medico non debba essere rappresentato soltanto attraverso le contestazioni e che anche il lavoro quotidiano degli operatori debba essere raccontato. Nel corso del forum ha richiamato una procedura adottata dal Cardarelli per la protezione del personale, indicandola come una pratica riconosciuta.
Il direttore generale ha inoltre citato la partecipazione ai concorsi organizzati dall’ospedale: secondo quanto dichiarato durante l’incontro, a una selezione si sono presentati 200 medici e a un’altra 400 anestesisti. I numeri sono stati utilizzati per descrivere l’interesse dei professionisti verso il Cardarelli e il lavoro degli operatori impegnati nell’assistenza ai pazienti.