Decisione cautelare del Tar sulla ripartizione dei budget alla sanità accreditata
Il Tribunale amministrativo regionale ha disposto la sospensione degli atti con cui la Giunta della Regione Campania aveva introdotto nuovi criteri per la distribuzione dei finanziamenti alle cliniche accreditate. A ottenere il provvedimento sono state due strutture private, l’Ospedale Internazionale e La Madonnina, che avevano rifiutato di sottoscrivere i contratti proposti dalla Regione e hanno impugnato le nuove regole.
Le due cliniche, assistite dall’avvocato Luca Rubinacci, hanno ottenuto l’accoglimento della richiesta cautelare: i giudici amministrativi hanno sospeso gli atti contestati e rinviato l’esame della controversia alla camera di consiglio. La sospensione interrompe temporaneamente l’applicazione dei nuovi parametri in attesa della definizione della controversia nel merito.
La vicenda prende avvio dalle modifiche decise dalla Giunta regionale presieduta da Roberto Fico, che aveva ridefinito i tetti di spesa e introdotto criteri volti a premiare la qualità dell’assistenza e la capacità delle strutture di incrementare prestazioni su determinate patologie. Secondo la Regione, l’aumento dei tetti di spesa rispetto all’annualità precedente era però limitato dagli equilibri di bilancio.
Le cliniche private hanno invece reclamato il riconoscimento integrale delle tariffe e hanno contestato il momento e le modalità di introduzione dei nuovi parametri, sostenendo che non fosse possibile modificare i criteri quando l’attività annuale era ormai in corso, con obiettivi fissati successivamente al periodo di riferimento.
Prospettive e reazioni
- L’Ospedale Internazionale e La Madonnina hanno ottenuto la sospensione cautelare e attendono l’esame nel merito davanti al Tar.
- Secondo quanto riportato, l’associazione delle strutture private (Aiop) sta predisponendo ulteriori ricorsi.
- La decisione riapre la partita sul riparto dei budget destinati alla sanità accreditata in Campania, che era già al centro di un confronto serrato tra Regione e operatori privati.
La controversia riguarda non solo aspetti economici ma anche il modello di governance dell’accreditamento e della contrattualizzazione con il servizio sanitario regionale. Le nuove regole puntavano, nelle intenzioni della Giunta, a incentivare la qualità e la produzione di prestazioni che oggi causano trasferimenti di pazienti fuori regione; i privati hanno invece lamentato tempistiche e condizioni ritenute penalizzanti.
Il procedimento amministrativo proseguirà con la discussione nel merito davanti al Tar, che dovrà valutare la legittimità degli atti regionali e stabilire se confermare o revocare la sospensione. Nel frattempo, le cliniche coinvolte restano temporaneamente esentate dall’applicazione dei nuovi criteri.