Un quadro nazionale con riflessi sulla Campania
I dati sul benessere e sulla presa in carico della popolazione mettono in evidenza criticità che interessano anche la Campania e, per estensione, l’area nord di Napoli. L’Istat, nel rapporto sul Benessere equo e sostenibile pubblicato il 26 ottobre, segnala che nel 2025 nel Mezzogiorno il 10,3% della popolazione ha rinunciato a almeno una visita o a un accertamento diagnostico pur avendone bisogno.
Il monitoraggio Gimbe: milioni di prenotazioni oltre la soglia
Parallelamente, la Fondazione Gimbe ha esaminato i dati del Bollettino dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) relativi a gennaio-settembre 2026. Il risultato è che, nonostante un aumento delle prenotazioni fissate entro i tempi previsti, il numero assoluto di appuntamenti fuori garanzia cresce: nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni oltre i tempi massimi sono state 4.057.139, leggermente in aumento rispetto ai 4.027.484 dello stesso periodo del 2025.
- Totale prenotazioni monitorate gennaio-settembre 2026: 21,81 milioni (erano 19,75 milioni nel 2025).
- Prime visite fuori soglia: 2.624.177 (21,4% del totale delle prime visite monitorate).
- Esami diagnostici fuori soglia: 1.432.962 (15% del totale degli esami monitorati).
Il caso Campania: la classificazione delle priorità
Per la Campania, osservano gli analisti, il problema non è solo il numero di prestazioni disponibili, ma anche le modalità con cui vengono attribuite le classi di priorità. Secondo i dati citati, il 76,2% delle prime visite nella regione viene classificato come programmabile entro 120 giorni. Questo valore solleva interrogativi organizzativi: la percentuale, di per sé, non dimostra che le visite siano state effettuate in ritardo, ma pone l’attenzione sulla capacità del sistema di distinguere le esigenze cliniche più urgenti da quelle differibili.
Miglioramenti apparenti ma volumi in crescita
Dal confronto tra il periodo gennaio-settembre 2025 e lo stesso periodo del 2026 emergono anche segnali positivi: la quota di appuntamenti fissati entro i tempi previsti è aumentata. Tuttavia, la Fondazione Gimbe sottolinea che gran parte dell’incremento deriva dall’aumento del volume complessivo delle prestazioni disponibili e non da una riduzione omogenea dei ritardi. In particolare, il miglioramento percentuale non ha impedito che il numero assoluto delle prenotazioni fuori soglia aumentasse.
Alcune cifre per orientarsi
- Quota di appuntamenti fissati entro i tempi (gen‑set 2026): aumento rispetto al 2025 per prime visite ed esami diagnostici.
- Prenotazioni oltre soglia (gen‑set 2026): 4.057.139.
- Impatto in Campania: per le prime visite il 76,2% è assegnato alla classe programmabile entro 120 giorni.
Le rilevazioni sollevano questioni operative e organizzative che riguardano il funzionamento delle agende specialistiche e dei punti erogativi, la gestione delle priorità cliniche e la capacità di garantire accesso tempestivo alle prestazioni per chi ne ha bisogno. Sul fronte delle prossime tappe, il confronto sui dati nazionali e regionali proseguirà nei tavoli istituzionali e tra le associazioni di settore, con l’obiettivo di definire misure che riducano le rinunce alle cure e migliorino la programmazione delle prestazioni.