Una delegazione composta da rappresentanti del settore delle costruzioni, associazioni e investitori internazionali ha visitato venerdì 30 ottobre i cantieri delle nuove Vele di Scampia. L’iniziativa si è svolta a margine del Congresso di Build Europe, organizzato in collaborazione con Confindustria Assoimmobiliare, e ha riguardato il progetto di rigenerazione urbana Restart Scampia.
Il sopralluogo nel cantiere
Ad accompagnare i delegati è stata Laura Lieto, vicesindaca di Napoli con delega all’Urbanistica. Nel corso della visita sono stati illustrati gli interventi in corso nell’area, considerata uno dei principali progetti di trasformazione urbana in Europa. Il piano è sostenuto da un investimento complessivo di 159 milioni di euro, provenienti in prevalenza da fondi Pnrr, Pon Metro e dal programma periferie.
Il progetto coinvolge Piloda e lo studio di architettura Settanta7. Tra le opere previste ci sono la riqualificazione della Vela Celeste e la realizzazione di 509 alloggi. La pianificazione comprende inoltre spazi verdi, orti sociali e nuovi complessi scolastici, inseriti insieme alle abitazioni in un sistema di servizi destinato alle famiglie.
- riqualificazione della Vela Celeste;
- costruzione di 509 alloggi;
- realizzazione di orti sociali, parchi e complessi scolastici;
- edifici classificati Nzeb, cioè a consumo energetico quasi nullo.
Secondo quanto illustrato durante il sopralluogo, 98 alloggi sono programmati per la consegna tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Le nuove costruzioni sono progettate secondo lo standard Nzeb, acronimo di Nearly zero-emission building, che identifica edifici con emissioni molto basse e un fabbisogno energetico ridotto.
La posizione dell’amministrazione
Laura Lieto ha collegato la visita al confronto europeo sulle politiche abitative e sulla rigenerazione delle periferie. La vicesindaca ha sostenuto che il progetto intende unire edilizia pubblica, inclusione sociale e qualificazione del lavoro, prendendo le distanze dai processi di gentrificazione che possono allontanare i residenti più fragili dalle aree interessate dagli investimenti immobiliari.
«Stiamo dimostrando agli investitori europei che è possibile proporre un’alternativa virtuosa, dove l’inclusione sociale, il lavoro qualificato e l’edilizia pubblica diventano la base per lo sviluppo»
La delegazione ha esaminato anche lo stato di avanzamento degli edifici, delle scuole e degli spazi destinati alla comunità. Per Emanuele di Palo, cofondatore e amministratore delegato di Piloda Building, il cantiere rappresenta l’esito di un lavoro che ha messo insieme capacità industriale, competenze tecniche, organizzazione e responsabilità sociale. Il progetto prosegue quindi con la realizzazione degli alloggi e dei servizi previsti nell’area delle nuove Vele.