Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli nei confronti di un uomo indicato dagli inquirenti come esponente di vertice del clan della Vanella-Grassi, organizzazione criminale storicamente radicata tra Secondigliano e Scampia. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, Direzione distrettuale antimafia.
Il destinatario della misura è gravemente indiziato di associazione di tipo mafioso. Si tratta, quindi, di un procedimento nella fase delle indagini preliminari: le contestazioni dovranno essere sottoposte al vaglio dei giudici nel corso del procedimento e resta ferma la presunzione di innocenza fino a una condanna definitiva.
La ricostruzione degli equilibri interni
Secondo l’ipotesi accusatoria ricostruita dalla Dda, l’indagato avrebbe assunto un ruolo direttivo all’interno del sodalizio dopo la detenzione di altri esponenti di vertice. Tra questi figura il padre, attualmente sottoposto al regime detentivo del 41-bis. Gli investigatori sostengono che la successione ai vertici avrebbe garantito continuità alla struttura criminale e alla sua capacità operativa sul territorio.
L’indagine avrebbe inoltre documentato come direttive strategiche sarebbero state impartite anche dall’interno degli istituti penitenziari, nonostante i periodi di detenzione di alcuni appartenenti al gruppo. La ricostruzione si basa sulle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, che gli investigatori dell’Arma riferiscono di avere sottoposto ad attività di riscontro.
Spaccio, estorsioni e sostegno agli affiliati
Nel quadro delineato dalla Procura, il clan avrebbe mantenuto una presenza sul territorio attraverso il controllo delle piazze di spaccio e un’attività estorsiva ai danni di commercianti e imprenditori locali. Le risultanze investigative riguarderebbero anche la gestione di una cassa comune, destinata al sostegno economico degli affiliati detenuti e delle loro famiglie.
- Misura: custodia cautelare in carcere;
- Autorità giudiziaria: gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda;
- Accusa provvisoria: associazione di tipo mafioso;
- Area d’interesse investigativo: Secondigliano e Scampia.
Il provvedimento è stato firmato dal procuratore della Repubblica aggiunto Sergio Amato. L’esecuzione della misura da parte dei carabinieri rappresenta l’esito degli approfondimenti condotti sugli assetti del gruppo, sui presunti rapporti di comando e sulle attività attribuite all’organizzazione. La posizione dell’indagato sarà ora esaminata nelle sedi previste dal procedimento cautelare e penale.