Il verdetto e le principali pene
La VII sezione penale del tribunale di Napoli ha pronunciato la sentenza di primo grado nel processo relativo alla presunta organizzazione criminale riconducibile alla famiglia Moccia di Afragola. Dopo una camera di consiglio durata quattro giorni, i giudici hanno inflitto in totale 31 condanne su 43 imputati (uno dei 44 iniziali è deceduto durante il dibattimento) e disposto il sequestro finalizzato alla confisca di numerosi beni.
Le condanne più pesanti riguardano i tre fratelli che l'accusa ritiene al vertice dell'organizzazione: 30, 24 e 21 anni di reclusione. Altre pene rilevanti, tra cui condanne a 21 e 20 anni, hanno riguardato imputati ritenuti dall'accusa legati all'assetto del clan.
Accuse contestate e filoni d'indagine
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli aveva ricostruito, nel corso dell'istruttoria, la presunta natura dell'organizzazione, definita con una «spiccata vocazione imprenditoriale». Tra i reati contestati figuravano, tra gli altri, l'associazione a delinquere aggravata dalle finalità mafiose e episodi di corruzione. Una parte del processo ha riguardato inoltre presunti illeciti collegati ad appalti di Rete ferroviaria italiana, con alcuni imprenditori coinvolti nel dibattimento.
Il ricorso annunciato
Al termine della lettura del dispositivo, uno dei condannati ha annunciato ai cronisti l'intenzione di ricorrere in appello, riferisce Fanpage. La sentenza non è definitiva.
Numeri e dettagli delle misure patrimoniali
Oltre alle pene detentive, il dispositivo ha previsto il sequestro di una lunga serie di beni, misura finalizzata alla successiva confisca. Il provvedimento interessa patrimoni mobiliari e immobiliari riconducibili, secondo l'accusa, agli interessi economici dell'organizzazione.
- Imputati iniziali: 44 (uno deceduto durante il processo)
- Imputati al banco: 43
- Condanne pronunciate: 31
- Durata della camera di consiglio: quattro giorni
La sentenza di primo grado chiude una fase processuale importante: seguiranno le motivazioni che dettaglieranno il percorso logico-giuridico dei giudici e, per gli imputati condannati, i possibili gradi successivi di impugnazione. Il procedimento ha visto durante il dibattimento anche filoni correlati agli appalti e la presenza di imprenditori imputati per presunti illeciti legati a commesse pubbliche.