Accelerazione processuale dopo il blitz di giugno: si va a processo
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha ottenuto il decreto di giudizio immediato per i presunti componenti della costola criminale nota come clan della 167, riconducibile, secondo gli investigatori, alla galassia degli Amato‑Pagano. Il provvedimento, firmato dal giudice Leda Rossetti su richiesta dei sostituti procuratori della Dda Giuliano Caputo e Daniela Varone, porta il procedimento direttamente al dibattimento.
Il processo è stato fissato davanti alla seconda sezione collegiale (Collegio C) del Tribunale di Napoli Nord e l'udienza iniziale è prevista per la fine di novembre. Il decreto di giudizio immediato segue l'operazione della scorsa estate, quando i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna eseguirono diciassette arresti.
- Accuse principali: estorsioni aggravate con metodo mafioso nei confronti di commercianti e imprese edili;
- Contestazioni connesse a episodi di intimidazione sistematica e minacce gravi;
- Indagini su presunti depistaggi e su un attentato dinamitardo fallito nel marzo 2022, relativo alla parrocchia del Parco Verde di Caivano.
Secondo gli atti, l'inchiesta ha ricostruito un clima di terrore consolidato nel territorio, con richieste estorsive e azioni punitive dirette a imporre il controllo sugli esercizi commerciali. Gli investigatori hanno riferito episodi di minacce dirette alle vittime, descritte anche dai collaboratori di giustizia.
«Qua state a casa nostra, vi dovete mettere a posto... se vi trovo un’altra volta vi sparo addosso»
La Dda attribuisce ai presunti vertici e ai loro affiliati un ruolo centrale nell'organizzazione di questi schemi estorsivi e nelle altre condotte criminali oggetto dell'inchiesta. L'accelerazione procedurale con il decreto di giudizio immediato indica la valutazione, da parte dell'accusa e del giudice, che vi siano elementi sufficienti per discutere le contestazioni in dibattimento senza il rito abbreviato o indagini integrative.
Il procedimento proseguirà in aula dinanzi al collegio designato: saranno lì valutati nel merito gli elementi raccolti dagli inquirenti, le posizioni degli imputati e le eventuali richieste di prova delle parti. Restano ferme la presunzione di innocenza per tutti gli accusati e la facoltà della difesa di presentare memorie e istanze processuali secondo le normative vigenti.