Quasi 7.000 posti in meno nella scuola italiana dal 2027-28, con una riduzione che coinvolgerebbe sia i docenti sia il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. È il quadro riportato da la Repubblica a proposito degli effetti previsti dalla manovra 2027, mentre a Napoli dirigenti scolastici e istituti devono continuare a garantire l’apertura degli edifici, la gestione degli uffici e le attività didattiche.
Le cifre indicate sono 4.925 posti docenti e 2.049 posti Ata in meno a partire dall’anno scolastico 2027-28. Considerando anche le riduzioni già disposte, il numero complessivo dei posti cancellati nell’arco di tre anni salirebbe a 14.808. Il tema riguarda quindi l’organizzazione quotidiana delle scuole, oltre alla composizione degli organici nelle classi.
Il problema dei plessi e del personale Ata
Tra le dirigenti intervenute c’è Stefania Colicelli, preside del liceo classico Vittorio Emanuele-Garibaldi di Napoli. L’istituto dispone di tre edifici che devono essere aperti e sorvegliati ogni giorno. La dirigente ha collegato il calcolo dell’organico Ata al numero degli studenti, sottolineando però che il lavoro necessario dipende anche dal numero delle sedi scolastiche.
«Mi servono almeno due persone a plesso solo per aprire la scuola. Ma il personale Ata è calcolato sugli studenti, non su spazi e plessi».
Il personale amministrativo deve inoltre occuparsi di pratiche che in precedenza venivano svolte dagli uffici scolastici, comprese quelle relative alle pensioni. Alle segreterie sono stati affidati anche adempimenti collegati alla gestione dei fondi europei e del Pnrr, mentre restano da svolgere le attività ordinarie legate al funzionamento degli istituti.
Classi numerose e attività di potenziamento
Al Vittorio Emanuele-Garibaldi le classi arrivano a 28-29 alunni, dopo la soppressione di alcune sezioni. In questo quadro, secondo quanto riferito dalla dirigente, i docenti dell’organico di potenziamento assumono un ruolo rilevante nell’organizzazione dell’offerta formativa e nella gestione delle esigenze dell’istituto.
La dirigente ha riassunto la difficoltà di tenere insieme gli adempimenti amministrativi, la gestione di più sedi e le necessità educative degli studenti con una disponibilità di personale ridotta:
«Se non riesco a gestire l’ordinario, come faccio il resto?»
Il confronto sui numeri della manovra si inserisce così in una situazione già segnata da riduzioni di organico e da compiti aggiuntivi affidati alle scuole. Per gli istituti napoletani, il tema riguarda in particolare il rapporto tra il numero degli studenti utilizzato per determinare il personale e la concreta articolazione degli edifici, delle classi e degli uffici da gestire.
- 4.925 posti docenti previsti in meno dal 2027-28;
- 2.049 posti Ata previsti in meno nello stesso periodo;
- 14.808 posti complessivamente ridotti nell’arco di tre anni, includendo i tagli già disposti.