Mobilitazione diffusa tra scuole e atenei
La protesta studentesca a Napoli si è estesa dalle scuole superiori alle università, con occupazioni e iniziative nelle facoltà cittadine contro il caro vita, l'aumento dei costi del carburante e le politiche nazionali giudicate insufficienti rispetto al diritto allo studio. I collettivi e le assemblee studentesche hanno organizzato conferenze, presidi e occupazioni che riguardano sia la Federico II sia altri atenei ed istituti della città.
Secondo il coordinamento dei collettivi, l'ondata di mobilitazioni ha visto un crescendo nelle ultime settimane: dalle scuole ai luoghi dell'università, gli studenti chiedono investimenti per l'istruzione pubblica, spazi e servizi adeguati, e manifestano solidarietà con categorie colpite dall'aumento del costo dei carburanti.
Durante una conferenza stampa nella facoltà di Lettere della Federico II, occupata da due giorni, i collettivi studenteschi hanno dichiarato, come riporta Il Roma: «Chiediamo risposte al governo, carovita e caro carburante stanno mettendo in ginocchio il Paese. L'unica risposta sono la repressione e i decreti sicurezza».
Il confronto con i vertici universitari
Il rettore dell'ateneo federiciano, Andrea Mazzucchi, ha svolto una visita alla facoltà di Lettere occupata e ha avviato un confronto con i collettivi. In una nota, il rettore ha richiamato la priorità del diritto allo studio e ha espresso l'auspicio che «gli sforzi congiunti delle istituzioni possano presto ripristinare un quadro che riconsenta ai giovani studenti di poter seguire i corsi in presenza»; ha inoltre precisato che gli esami si svolgeranno regolarmente salvo diverse indicazioni dei singoli docenti.
«si tratta di una misura che non deve normalizzare l'eccezionalità: abbiamo richiesto la didattica a distanza per tutelare il diritto allo studio e alla formazione dei nostri colleghi; siamo tuttavia al fianco degli autotrasportatori in sciopero e crediamo che la politica debba farsi carico di problemi, disservizi, cortocircuiti» — Unione degli Universitari.
Numeri e diffusione della protesta
- Secondo i dati raccolti dai coordinamenti studenteschi, nelle prime tre settimane di mobilitazione si contano diverse decine di iniziative: il testo cita «trenta occupazioni da inizio ottobre», con sedici attive tra città e provincia in una rilevazione aggiornata al 22 ottobre.
- Le azioni comprendono conferenze stampa, assemblee pubbliche e presidi in spazi universitari e liceali, con richieste che spaziano dal finanziamento della scuola pubblica alla tutela del diritto allo studio in presenza.
La mobilitazione studentesca a Napoli si inserisce in un quadro di proteste nazionali che vedono studenti in piazza in altre grandi città italiane per simili rivendicazioni; a Napoli la protesta assume anche una dimensione locale per le condizioni degli edifici scolastici e le difficoltà negli spostamenti dovute all'aumento dei prezzi dei carburanti.
Le parti coinvolte hanno avviato confronti pubblici e interlocuzioni istituzionali. Restano aperti i temi principali indicati dagli studenti: investimenti sull'edilizia scolastica, meccanismi di sostegno economico agli studenti e garanzie per la presenza didattica.