Omicidio a Giugliano, indagini della polizia: la vittima forse conosceva i killer

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Omicidio a Giugliano, indagini della polizia: la vittima forse conosceva i killer

Indagini della Squadra Mobile e del Commissariato di polizia di Giugliano

Due fori di proiettile su entrambe le gambe. La corsa disperata con la sua Fiat Palio per chiedere aiuto in una farmacia di via Primo Maggio e poi la

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Due fori di proiettile su entrambe le gambe. La corsa disperata con la sua Fiat Palio per chiedere aiuto in una farmacia di via Primo Maggio e poi la morte. Si è consumata così la tragedia di Carmine Fammiano, 41enne di Giugliano, poco prima delle 20 di venerdì. Una morte che nasconde tanti lati oscuri. Si cerca nel passato dell’uomo, tra i suoi conoscenti. Da qui partono le indagini della Squadra mobile di Napoli, diretta da Alfredo Fabbrocini che si è recato ieri sul luogo del delitto, e dagli agenti del commissariato di Giugliano, diretti dal primo dirigente Michele Cante. La vittima è morta dissanguata perché il colpo di pistola, un calibro 7.65, gli ha perforato la vena femorale. Uno, forse due colpi di pistola (lo dirà l’autopsia)sono stati esplosi a distanza ravvicinata, dall’alto verso il basso. Potrebbe essere stato un avvertimento, forse l’aggressore non voleva uccidere, spiegano gli inquirenti. Tuttavia potrebbe anche essere stato il tragico epilogo di una discussione degenerata, il tutto senza tralasciare, anche se con poche probabilità, l’ipotesi della rapina.
Il dramma è iniziato in via Selva Piccola, zona dove è stato rinvenuto il bossolo, ed è finito in via Primo Maggio. Tutto in pochi minuti. Fammiano è arrivato in via Primo Maggio a bordo della sua Fiat Stilo dove ha perso i sensi ed è deceduto per dissanguamento: ha parcheggiato davanti a una farmacia. Forse voleva chiedere aiuto. L’uomo si è accasciato sul volante e alcuni passanti hanno visto la scena e allertato il 118. Tutti pensavano a un malore. Sul posto sono giunti i medici del 118 e una pattuglia della guardia di finanza. I medici hanno costatato le cause del decesso e allertato la polizia.
Tanti, troppi interrogativi. A quell’ora, per strada, c’era molta gente. Nessuno al momento, tuttavia, ha detto nulla agli inquirenti. Ma gli investigatori hanno una loro pista che potrebbe portare all’autore del ferimento. Gli inquirenti stanno controllando i suoi conoscenti, proprio tra questi potrebbe nascondersi chi ha premuto il grilletto. Diverse persone ieri sono state interrogate per ore. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. La certezza è che l’uomo è stato ferito all’esterno della sua vettura, dato accertato dagli uomini della Scientifica che hanno trovato delle tracce di sangue sulla maniglia della portiera e poi il bossolo a meno di 500 metri da dove è stato rinvenuto il cadavere.
Fammiano aveva piccoli precedenti per una rapina commessa oltre dieci anni fa e per una truffa amministrativa anch’essa risalente a molto tempo fa, che gli era costato il provvedimento di messa in prova nei servizi sociali. Sono reati che facevano parte del suo passato. Errori ormai lontani che aveva pagato con la giustizia. Da tempo, come spiegano alcuni suoi conoscenti, lavorava come fattorino in una pizzeria e come corriere per una piccola azienda, il tutto per amore dei figli e della moglie, della sua famiglia. Molti i messaggi in ricordo del 41enne da parte di amici e parenti, tutti lo definiscono come «una brava persona, un gran lavoratore».

Fonte: Mariano Fellico – Mattino