Quattro eventi sismici e continuità del sollevamento del suolo
L’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha comunicato che lunedì 26 ottobre si è concluso uno sciame sismico nei Campi Flegrei iniziato alle 11.39. In via preliminare sono state registrate quattro scosse, con magnitudo massima pari a 2,3.
La scossa più intensa è avvenuta alle 11.44 ed è stata localizzata con profondità di circa 1,5 km, nell’area della Solfatara. La prima scossa, di magnitudo 1,1, è stata rilevata alle 11.39 a una profondità stimata di 1,4 km.
Dati principali dello sciame
- Inizio dello sciame: 26 ottobre alle 11.39;
- Numero di eventi registrati in via preliminare: 4;
- Magnitudo massima: 2,3 (scossa delle 11.44);
- Profondità delle scosse: circa 1,4–1,5 km;
- Epicentro: area della Solfatara, Campi Flegrei.
Secondo l’INGV, l’attività sismica si inserisce in un quadro che negli ultimi mesi ha mostrato frequenti scosse e un progressivo sollevamento del suolo nell’area flegrea. Nei mesi recenti sono stati segnalati episodi rilevanti: il 31 luglio una scossa di magnitudo 4,7 che ha dato avvio a uno sciame con oltre 400 terremoti registrati in via preliminare; il 21 maggio una scossa di magnitudo 4,4 nel Golfo di Pozzuoli; e, a settembre, il monitoraggio INGV ha contato 91 terremoti con magnitudo massima intorno a 2,0.
Monitoraggio delle variabili geochimiche e geofisiche
L’INGV mantiene sotto osservazione, oltre alla sismicità e al sollevamento, anche le temperature delle fumarole e le emissioni di gas, parametri ritenuti importanti per valutare l’evoluzione della crisi bradisismica. Le rilevazioni e le analisi dei dati sono utilizzate per informare le amministrazioni locali e le strutture di protezione civile.
Le autorità e i sistemi di monitoraggio continuano a seguire l’evoluzione della situazione senza segnalazioni di nuovi danni pubblici legati allo sciame comunicati al momento dagli enti competenti.