Imprenditore suicida perché sotto estorsione, la polizia arresta cinque persone legate alla camorra di Villaricca: in manette anche un carabiniere

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Imprenditore suicida perché sotto estorsione, la polizia arresta cinque persone legate alla camorra di Villaricca: in manette anche un carabiniere

Maglione è il padre di Sebastiano, il 14enne ucciso nel 2005 a Mugnano

Si era ucciso perchè non riusciva più a sostenere le richieste estorsive. Un gesto estremo per dire basta a coloro i quali chiedevano soldi. Questa ma

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Si era ucciso perchè non riusciva più a sostenere le richieste estorsive. Un gesto estremo per dire basta a coloro i quali chiedevano soldi. Questa mattina, però, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e i colleghi del Commissariato di polizia di Giugliano hanno tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, Emilio Chianese (57enne di originario di Trentola Ducenta in provincia di Caserta), Francesco Ferrara meglio noto come ‘Francolone’ (54enne di Villaricca), Antonio Sarracino conosciuto con il soprannome di ‘mezza recchia’ (58enne di Villaricca), Francesco Maglione alias “Didò” o “Din Don” (60enne di Villaricca già detenuto) e Vincenzo Barbarisi (57enne di Napoli ex appuntato dei carabinieri ora in quiescenza e già detenuto), tutti gravemente indiziati dei reati di estorsione ed usura aggravati dal metodo mafioso.
Le indagini, condotte dai dalla Questura di Napoli con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, sono state avviate nel luglio 2018 a seguito del decesso di Giuseppe Giuliani, imprenditore 41enne attivo nel settore del commercio e dello smaltimento di materiali metallici, il cui cadavere fu trovato presso un opificio in stato di abbandono a Giugliano il 28 luglio 2018.
Le investigazioni hanno svelato che l’uomo si è suicidato perché vittima di usura ed estorsione da parte di individui legati al clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca.
Le attività hanno permesso di documentare che l’imprenditore avrebbe pagato somme estorsive anche per l’esecuzione di lavori di smaltimento dei veicoli del Consorzio Unico di Bacino per le Province di Napoli e Caserta.
Per corrispondere le richieste estorsive, si sarebbe poi indebitato con soggetti indicati dal clan stesso, dietro corresponsione di tassi usurai anche superiori al 15 % mensile.
Maglione, tra l’altro, è il padre di Sebastiano, il 14enne ucciso a Mugnano nel marzo del 2005 con un proiettile nella nuca.